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ETF, CONOSCIAMOLI INSIEME!

Data pubblicazione: 09 luglio 2024

Autore: Roberto Tovagliaro

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Sempre più spesso i clienti mi chiedono cosa siano gli ETF di cui hanno sentito parlare su testate giornalistiche o letto su qualche social network, ritengo quindi che sia opportuno spiegare in modo semplice ma anche dettagliato come funziona questo strumento, quali sono i vantaggi ma anche i rischi in esso contenuti e perché con le dovute accortezze può entrare di diritto all’interno del portafoglio per favorire la diversificazione.

Iniziamo dal nome ETF che è l’acronimo di Exchange-traded fund, tradotto in italiano sarebbe un fondo negoziabile a mercato.

Nella costruzione o selezione di un EFT si parte sempre da un indice di riferimento (Benchmark), lo scopo dell’ETF è replicare l’andamento del Benchmark in modo passivo, per farlo ci sono due possibilità: comprare i titoli che compongono l’indice oppure stipulare un contratto con una controparte che riconosce all’ETF le performance dell’indice.

Gli ETF che comprano i titoli sono comunemente detti a replica fisica, essi mi consentono di comprare l’andamento di un intero indice, composto magari da oltre 100 titoli con un capitale da investire molto inferiore della somma degli acquisti delle singole azioni, permettendomi di diversificare al meglio. Facendo un esempio pratico, se volessi investire sul mercato giapponese, potrei comprare un ETF sul Nikkei 225 che, come dice il nome, è composto da 225 titoli.

Gli ETF che prevedono un contratto con una controparte (SWAP) sono detti a replica sintetica, in pratica il gestore dell’ETF non compra i titoli del Benchmark bensì compra titoli a sua totale discrezione, dopodiché scambia con una controparte (quasi sempre una Banca) il rendimento dei suoi titoli con il rendimento del Benchmark. Si tratta di una modalità di replica diffusa quando l’indice benchmark ha un numero elevato di componenti o siano riferiti a mercati poco liquidi, rispetto alla replica fisica il gestore è dispensato dalle attività di ribilanciamento, riducendo così i costi di transazione.

Quali sono gli aspetti positivi degli ETF?

Uno lo abbiamo già detto: la possibilità di diversificare molto con piccole cifre, il secondo è contenuto nel nome e cioè la possibilità di essere negoziati in borsa come un qualsiasi titolo azionario, questo consente una grande rapidità di azione. Il terzo vantaggio sono i costi di gestione molto bassi, il gestore non deve certamente pensare molto, effettuerà unicamente i ribilanciamenti nel caso cambi l’indice di riferimento se si tratta di un ETF a replica fisica.

Quali sono gli aspetti negativi o i rischi degli ETF?

L’aspetto negativo riguarda la tassazione, purtroppo nonostante siano negoziati come un’azione, non è possibile compensare le plusvalenze degli ETF con minusvalenze realizzate in precedenza, gli operatori del settore si augurano che a breve ci sia una modifica al regolamento ma purtroppo nonostante se ne parli insistentemente, ancora il governo non si è mosso. Per quanto riguarda i rischi, abbiamo sicuramente il rischio mercato ed il rischio cambio, il Benchmark può ovviamente scendere, così come il prezzo di eventuali partecipazioni a valute estere. Infine un aspetto molto importante da valutare è la liquidità o liquidabilità del titolo, essendo quotato a mercato nel momento in cui desidero vendere devo avere un compratore, spesso nel caso di ETF di piccole dimensioni è capitato in momenti di mercato caratterizzato da forte volatilità di avere ETF difficili o addirittura impossibili da vendere.

Desidero concludere spiegando brevemente cosa sono gli ETC (Exchange-traded commodity) essi consentono all’investitore con lo stesso metodo dell’ETF di acquistare l’andamento del prezzo di una materia prima. Molte persone negli ultimi anni si sono avvicinate all’oro come investimento, non sapendo che è possibile farlo anche attraverso un ETC, evitando le alte commissioni applicate dagli orefici, senza contare che l’oro fisico è sempre soggetto al rischio furto. Oltre all’oro è possibile investire ad esempio su argento, petrolio, Gas Naturale e molte altre materie prime. L’ETC ha un importante aspetto positivo, le plusvalenze da esso derivanti sono fiscalmente compensabili.

Resto a disposizione per fissare un appuntamento attraverso le sezioni dedicate del sito o attraverso i miei contatti mail e cellulare.


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